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7 Feb

Utilizzare il proprio corpo come attrezzo da allenamento

Fino a qualche anno fa, con il termine “allenamento funzionale” ci si riferiva alle metodologie utilizzate in campo riabilitativo, con lo scopo di permettere il recupero “ad functionem” delle strutture anatomiche compromesse in seguito ad infortuni od interventi chirurgici. Queste metodiche, oltre a ricercare il recupero delle capacità in termini di range di movimento, forza ed elasticità, mirano al miglioramento della propriocettività, ovvero della capacità dell’individuo di relazionare il proprio corpo l’ambiente circostante. Si è spesso osservato come, un arto compromesso da un infortunio, in seguito ad un adeguato programma di recupero funzionale, possa non solo recuperare la condizione precedente all’evento traumatico, ma addirittura migliorarla, fino a divenire più prestativo del controlaterale.
Questo avviene perché, durante la riabilitazione, vengono utilizzate tecniche che consentono, oltre al recupero delle funzioni deteriorate dall’infortunio,  anche l’incremento delle capacità che erano in precedenza poco sviluppate. La necessità di estendere l’utilizzo di queste metodiche al di fuori del semplice campo riabilitativo nasce dall’osservazione di come molte carenze dal punto di vista funzionale si riscontrano molto frequentemente in soggetti sani, o addirittura dotati di qualità fisiche molto sviluppate, come gli atleti di alto livello. Ed è proprio da questa necessità che scaturisce l’odierno concetto di allenamento funzionale, che comprende l’insieme delle metodiche di allenamento volte al miglioramento della capacità di compiere, in modo più efficace, qualunque attività fisica, dalle quotidiane alle atletiche.
Tutto questo grazie a protocolli di allenamento che, oltre a concentrasi sull’incremento di forza e resistenza, mirano al miglioramento della capacità di risposta del corpo agli stimoli esterni, utilizzando gesti motori ed attrezzi che sollecitano l’equilibrio e le capacità coordinative.
Quando i nostri antenati si arrampicavano su un albero o sollevavano un oggetto, non lo facevano certo con l’intento di costruire massa muscolare o di ridurre il grasso corporeo, bensì per esplicare una funzione che rientrava in quelle che erano le loro attività quotidiane. I nostri antenati reiteravano quotidianamente una serie di gesti motori che permettevano loro di sviluppare una serie capacità che nella moderna società della tecnologia e del sedentarismo non vengono minimamente sollecitate. L’allenamento funzionale consente al praticante di riappropriarsi di tutta una serie di movimenti che fanno parte della natura umana e che sono andati persi nel corso dei secoli, facendo in modo che l’allenamento produca effetti positivi tanto sulla performance atletica, quanto su molti aspetti della vita quotidiana.
Concentrarsi sull’allenamento del singolo settore muscolare, come si suole fare nei moderni centri fitness, non permette migliorare determinate qualità fisiche. Il corpo umano non è progettato per eseguire movimenti analitici che isolano un solo muscolo; i componenti dell’apparato locomotore sono stati creati per lavorare sinergia, come i singoli strumenti di una grande orchestra. L’allenamento funzionale si differenzia dunque dalla maggior parte delle attività promosse negli ultimi anni dai centri fitness per la sua finalità primaria, rivolta alla funzionalità piuttosto che all’estetica, e dove il miglioramento dell’aspetto fisico non è altro che un piacevole effetto collaterale. I praticanti il functional training ritengono che l’allenamento rivolto al solo compiacimento estetico sia futile, a meno ché il bell’aspetto fisico con sia accompagnato da altrettanta capacità prestativa, al punto da rendere proprio il motto “as strong as you look, or even more”, cioè “forte quanto sembri, o anche più”. Il primo attrezzo utilizzato dall’allenamento funzionale è perciò il corpo stesso, che viene utilizzato come sovraccarico naturale  per eseguire una vasta gamma di esercizi callistenici. Agli esercizi callistenici si aggiungono innumerevoli gesti eseguibili con attrezzi quali kettlebells, bilancieri olimpionici, clubbells, elastici, sandbags, palle mediche, tavolette propriocettive, manubri, gilet zavorrati, pedane pliometriche, funi, corde per saltare, water pipes, ecc.; il tutto senza però porre limiti alla fantasia, in quanto qualunque oggetto può potenzialmente essere utilizzato come un attrezzo da allenamento.

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