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6 Feb

Il ritorno alle origini: “The russian Kettlebell Challenge” di Pavel

Si assiste oggi ad un rinnovato interesse verso il cosiddetto “Raw Training”, ovvero l’allenamento “nudo e crudo”, eseguito senza il supporto di macchine, attrezzi ed accessori tecnologicamente avanzati. Queste nuove metodiche, o meglio, questi riscoperti antichi metodi si basano infatti su esercizi eseguiti a corpo libero o utilizzando attrezzi caratterizzati da un’estrema semplicità e da un costo abbordabile.
Nell’epoca del boom dei centri fitness e degli attrezzi super tecnologici, le metodiche “old style” sono sopravvissute in pochi ambienti, caratterizzati da un medesimo denominatore comune: l’impossibilità di accedere ai centri fitness ed alle loro attrezzature o per motivi economici o per cause di forza maggiore. Nei quartieri poveri di molte cittadine americane, parecchi appassionati si sono adattati ad allenarsi all’aperto, nei parchi e nelle strade, sollevando il proprio corpo appesi a sbarre, ringhiere, segnali stradali, cornicioni, eseguendo scatti, balzi ed esercizi callistenici su rampe di scale, scivoli e gradoni, e cimentandosi nel sollevamento degli oggetti più impensabili, da massi di pietra a copertoni di camion.
Nelle più dure carceri americane, dove le palestre, quando presenti, sono dotate di attrezzatura povera ed essenziale, ma dove essere costantemente in forma è una condizione necessaria per garantirsi, nella migliore delle ipotesi il rispetto degli altri detenuti, e nella peggiore la sopravvivenza, si è mantenuta viva la tradizione dell’allenamento dove si utilizza il peso del corpo come sovraccarico e, solo quando possibile, bilancieri e manubri. In Francia, già dagli anni ’80 ha preso piede il “parkour”, una disciplina metropolitana, praticata dai ceti meno abbienti, che consiste nel correre attraverso un percorso che si articola fra strade e parchi, superando qualunque genere di ostacolo ci si trovi davanti, correndo, saltando ed arrampicandosi. Il termine parkour deriva dal francese “parcours du combattant”, ovvero “percorso del combattente”.
In Russia e nell’Europa dell’est molti appassionati si dedicano da generazioni al “Girevoy Sport”, allenandosi quotidianamente con la loro “girya”, meglio conosciuta in occidente con il nome di “kettlebell”, letteralmente “campanaccio da mucca”. Grazie a questo semplice attrezzo è possibile incrementare forza, resistenza, coordinamento e flessibilità, con un costo estremamente basso. Sebbene esistano diverse “pezzature” di girye, che vanno da 8 Kg fino a 48 Kg e oltre, mediamente ad un atleta sono sufficienti uno o due pezzi, e comunque nulla esclude che più persone possano utilizzare la medesima girya. Negli USA molti hanno intrapreso l’allenamento fai-da-te nelle loro “garage gym”, piccole palestre ricavate in autorimesse e scantinati, caratterizzate da attrezzatura essenziale, spesso acquistata di seconda mano o costruita artigianalmente.
Molte garage gym sono nate dall’associazione di alcuni appassionati, che hanno messo in comunione i loro attrezzi personali, o hanno raccolto in colletta il danaro necessario all’acquisto di attrezzi usati. Negli ultimi anni, molti appassionati del fitness, forse stanchi di un allenamento reso forse fino troppo confortevole dalla tecnologia, e desiderosi di qualcosa di più avvincente, si sono gradualmente riavvicinati alle metodiche di allenamento più essenziali, perse negli anni e mantenute vive solo nei sopracitati piccoli entourages. Di sicuro la crisi economica che ha colpito gli USA e l’Europa negli ultimi anni, e che ha comportato una ridotta disponibilità economica da investire per l’attività fisica, è stata complice nel far sì che molti abituali frequentatori dei centri fitness cercassero qualcosa di meno dispendioso, ma che fosse al contempo efficace ed avvincente. A partire dal 2000, negli USA, prende piede il movimento CrossFit, introdotto negli anni ’70 dall’ex ginnasta Greg Glassman. Questo metodo, praticato per anni esclusivamente nel garage del suo fondatore, a Santa Cruz in California, si è diffuso a livello mondiale ad opera dello stesso Glassman, al punto che nel 2001 venne inaugurato un sito internet che oggi riceve oltre 100.000 visite al mese.
Il metodo CrossFit prevede allenamenti intensi, di breve durata, nei quali vengono usati pesi liberi, sbarre per le trazioni, anelli, ma anche copertoni di camion, palle mediche, kettlebells, ecc. Durante l’allenamento di CrossFit gli atleti saltano, corrono, si arrampicano, lanciano e scansano oggetti; perciò Glassman afferma che si tratta di un allenamento globale che produce atleti “completi”. Oggi esistono numerosissime palestre affiliate CrossFit sparse per tutto il mondo, in ognuna delle quali si mette a punto quotidianamente il nuovo allenamento del giorno chiamato “WOD”, ovvero “Workout Of the Day”. Dal 2007 si svolgono anche le “CrossFit Games”, i campionati di CrossFit, dove si misurano atleti provenienti da tutto il mondo. Verso la fine degli anni ’90, il maestro di sport russo Pavel Tsatsouline ottenne i primi successi editoriali pubblicando, oltre ad una serie di libri sull’allenamento volto al miglioramento della mobilità articolare e della flessibilità, i due libri “The naked warrior” e “Power to the people”. Il primo libro propone un programma di forza basato esclusivamente su esercizi callistenici, nello specifico varianti dei due esercizi “Pistol”, ovvero lo squat eseguito ad una gamba e “One arm pushup”, ovvero i piegamenti eseguiti su un solo braccio. Il secondo insegna ad allenare l’intero corpo utilizzando come attrezzo esclusivamente un bilanciere.
Nel 2001, in seguito alla pubblicazione del libro “The russian kettlebell challenge”,  Pavel ottiene il titolo di “Hot Trainer dell’anno” dalla rivista “Rolling Stone”. È proprio grazie all’opera di Pavel che inizia così a diffondersi a macchia d’olio, in tutto il mondo occidentale, la passione per l’allenamento con i Kettlebells. Il “Coach” Paul Wade, durante la sua pluridecennale detenzione nelle più dure carceri americane ha dovuto, per sopravvivere alla dura vita da carcerato, apprendere come raggiungere e mantenere il top dell’efficienza fisica in termini di forza, flessibilità e coordinazione motoria. Durante la sua detenzione egli, oltre a raggiungere in questo senso incredibili risultati su se stesso, ha affinato il proprio metodo, allenando con successo centinaia di detenuti. Tornato in libertà Paul Wade ha ottenuto un notevole successo editoriale negli USA pubblicando il libro “Convict Conditioning”, dove svela i suoi segreti su come imparare ad eseguire correttamente ed ottenere il massimo della prestanza fisica dai sei esercizi fondamentali: “One arm pushup”, “Pistol”, “Pullups”, “Hanged leg raises”, “Bridge” e “Handstands pushups”, rispettivamente piegamenti ad un braccio, squat ad una gamba, trazioni alla sbarra, sollevamenti degli arti inferiori alla sbarra, il ponte a corpo libero e i piegamenti in verticale.

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