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27 Giu

La fosfatildiserina

Questa è uno dei principali fosfolipidi che permettono la coesione delle grandi molecole che formano la membrana cellulare.
La fosfatildiserina (PS) è presente in alcuni cibi proteici, ma è soprattutto prodotta dal nostro corpo.
La sua supplementazione esogena, sia per via endovenosa che orale, (in questa forma si ha un inattivazione gastrica di almeno 3/4 del dosaggio totale), ha dimostrato di aumentare notevolmente i livelli. Per questo motivo, è molto utile alle cellule nervose, favorendo la comunicazione tra una cellula e l’altra tramite il passaggio e il rilascio di neurotrasmettitori (come la dopamina). Regola l’osmosi cellulare, aiutando l’ingresso delle sostanze nutritive e la cessione dei prodotti di scarto.
Diversi studi hanno dimostrato come l’assunzione orale di 400/800 mg di fosfatildiserina abbia ridotto i livelli di cortisolo del 25/35%. Da evidenziare come dopo le 24 ore i dosaggi di cortisolo erano circa equivalenti al normale recupero senza fosfatildiserina.
La PS è utile anche per la concentrazione e il recupero psico-fisico durante i periodi di stress o dove occorrono alti livelli di concentrazione.
Il dosaggio si deve dividere ai pasti principali in 200/250 mg per volta. Sovraddosaggi hanno evidenziato problemi di dissenteria e/o nausea.
L’eventuale assunzione di PS è da consigliare nei momenti in cui l’allenamento è particolarmente carico per il volume di lavoro oppure per la frequenza delle sedute.
Materiale tratto da:

Neri M., Bargossi A.M., Paoli A. (2011) Alimentazione Fitness e Salute. Cesena (FC), Editrice Elika

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