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20 Dic

Cioccolato? Si, grazie!

Il cioccolato è apprezzato non solo per il suo sapore, ma anche per il suo valore terapeutico sin dai tempi degli Aztechi. Un recente studio sui potenziali usi terapeutici del cioccolato indica che potrebbe essere utilizzato per il trattamento del morbo di Parkinson, mastiti, disfunzioni epatiche, disfunzioni sessuali, febbre, cistiti, raffreddori, ustioni, asma, diabete e obesità.
Il cioccolato, che si presenta in diverse varietà, è ricavato dai semi della pianta di cacao. Originario delle foreste pluviali in Messico, il cacao viene ora coltivato principalmente in Africa e in Asia. Come implica il suo nome scientifico (Theobromina cacao = “cibo degli dei”) gli antichi Maya e gli Aztechi veneravano il cioccolato ritenendolo dotato di poteri magici e lo utilizzavano sia come farmaco che come moneta di scambio.
La vera forza del cioccolato è data dalle sostanze chimiche in esso contenuto: i flavonoidi. È stato dimostrato che il cacao ha un’attività antiossidante più marcata del tè o del vino rosso, entrami stimati per il loro naturale contenuto di flavonoidi e le loro capacità antiossidanti. Una tazza di cioccolata calda, con un paio di cucchiai di cacao in polvere, sviluppa un’attività antiossidante dalle 4 alle 5 volte più potente di una tazza di tè verde e 2 volte più potente rispetto a quella di un bicchiere di vino rosso. Gli antiossidanti alimentari sono collegati ad un inferiore tasso di rischio di malattia cardiovascolare (CVD). Il tipo di proteine veicolanti il colesterolo maggiormente associato alla CVD è rappresentato dalle lipoproteine a bassa densità ossidale (LDL). Minimizzare l’ossidazione delle LDL nel sangue significa abbassare il rischio di sviluppo della CVD e questo è proprio ciò che fanno i flavonoidi presenti nel cacao, i quali sono in grado di impedire che altri antiossidanti si trasformino in pro-ossidanti.
Oltre ad indebolire il rischio di malattie cardiovascolari, i flavonoidi presenti nel cacao promuovono l’abbassamento dell’alta pressione sanguigna (ipertensione). Facendo un paragone tra il cioccolato al latte e il cioccolato fondente, quest’ultimo risulta essere molto più benefico. Una porzione di 44 g di cioccolato al latte fornisce l’8% dell’RDA di magnesio (26,4 mg), contro il 15% (51 mg) fornito dalla stessa quantità di cioccolato fondente. Inoltre il latte del cioccolato al latte sembra interferire con l’assorbimento dei flavonoidi nell’organismo.
Il cioccolato è anche la sostanza alimentare oggetto di maggior desiderio psicologico della storia. Il 45% delle donne e il 15% degli uomini dichiarano di averne intensa voglia. Alcuni descrivono questa “brama” come una forma di dipendenza, il che implica che il cioccolato abbia proprietà psicoattive.
Il cioccolato contiene effettivamente alcune sostanze che sono considerate stimolanti per il cervello, compresi alcuni aminoacidi come la tiramina e la feniletilamina (PEA). I livelli di PEA contenuti nel cervello si innalzano quando ci si innamora. Ecco perchè una scatola di cioccolatini sia il regalo più gettonato per San Valentino!

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